Nella seduta di giovedì 10 marzo, il consiglio del Municipio Roma XII ha approvato il bilancio preventivo per il 2016.lunedì 14 marzo 2016
Approvato il bilancio preventivo 2016
Nella seduta di giovedì 10 marzo, il consiglio del Municipio Roma XII ha approvato il bilancio preventivo per il 2016.giovedì 15 luglio 2010
Bilancio del Municipio Roma XVI

Siamo arrivati al 15 luglio per l'approvazione del bilancio preventivo 2010 per il nostro Municipio.
Ma tutto questo ritardo non è servito per avere un bilancio degno di questo nome.
Infatti anche per il 2010 la giunta comunale ha previsto 0 euro per il piano investimenti del nostro Municipio.
Come per lo scorso anno tutti i fondi sono stati accentrati nei dipartimenti comunali alla faccia del tanto decantato decentramento.
E' stato definanziato l'intervento previsto per la costruzione dell'asilo Quattro venti.
Mancano 200.000 € per aprire l'asilo nido di Via del Casaletto.
Per la manutenzione delle scuole si passa da 820.000 € a 290.000 €
Sono stati pressochè azzerati i fondi per l'acquisto di materiali di consumo nelle scuole del nostro Municipio.
Sono stati diminuiti del 76% i fondi per la cultura.
Sono stati diminuiti del 81% i fondi per gli organi istituzionali.
Le unica poste attive derivano da fondi provinciali e regionali.
Ci troviamo di fronte ad una precisa strategia che vede il Comune di Roma allineato con i recenti indirizzi governativi:
- sottrarre risorse agli enti di prossimità e accentrarli per poterli distribuire con criteri clientelari.
- screditare su tutti i media gli enti locali additandoli come responsabili degli “sprechi”.
Sprechi che a livello comunale andrebbero ricercati nell'aumento delle consulenze e del loro costo e alla mancata diminuzione dei posti nei consigli di amministrazione (una delle cause della sostituzione del primo assessore al bilancio Castiglione).
Particolarmente stigmatizzabile infine è l'uso della legislazione di emergenza usata dal governo nazionale in modo spregiudiato per "aggiustare" i problemi contingenti del Comune di Roma.
Gli effetti di questo bilancio saranno il blocco dell'attività dei Municipi,
l'aumento dei costi dei servizi per i cittadini, l'impossibilità di aumentare i servizi erogati ai cittadini, l'impossibilità a pianificare interventi pluriennali.
L'economia in nome dell'efficienza non può bypassare la democrazia. Se le spese sono di competenza municipale non possono essere fatte dai dipartimenti comunali. Non si devono infrangere le regole quando non consentono di fare quanto previsto.
A mio parer c'è la necessità di guardare il mondo con gli occhi dei più deboli da parte degli amministratori pubblici e non cercare di piegare ad ogni costo i numeri per raggiungere i propri obiettivi.
mercoledì 28 aprile 2010
Iva sulla tariffa rifiuti
La tariffa di igiene ambientale (TIA) è stata istituita dall’articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, che ha contestualmente disposto la soppressione della previgente tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU). A Roma la TARSU (Tassa sull’asporto rifiuti solidi urbani) è stata sostituita nel 2003 con la Ta.Ri.(Tariffa Rifiuti). Quella che appariva a tutti gli effetti come una tassa, veniva proposta in realtà come una tariffa e per questo motivo assoggettata ad IVA.
Una sentenza della Corte Costituzionale (238/2009) pareva aver messo una prima parola definitiva sulla questione, smascherando la TIA del proprio status di tariffa e definendola appunto un tributo. Secondo quanto disposto dalla Suprema Corte, infatti, la raccolta dei rifiuti solidi urbani, sia nella versione TIA sia nella versione TARSU, è un tributo. L’imposizione dell’Iva (aliquota ridotta del 10%) è illegittima perché non è ammissibile l’imposizione di una tassa su di una tassa.
Una seconda risposta in tal senso è arrivata anche dall'Agenzia delle Entrate, la quale preso atto della sentenza della Corte Costituzionale ha ribadito che il servizio rifiuti risulta essere escluso dall'ambito di applicazione dell'IVA.
Tutto perciò farebbe pensare ad una buona notizia per i cittadini che smetterebbero di pagare l'iva del 10% e magari potrebbero avere indietro anche quanto ingiustamente pagato. Ma queste cose avvengono nei paesi “normali” mentre qui in Italia, due emendamenti al disegno di legge A.C. 3350, di conversione del decreto-legge 40/2010, presentati, uno a firma dei parlamentari della maggioranza con il sostegno del Ministero dell'Economia e l'altro a firma del deputato PDL Maurizio Leo, (nei ritagli di tempo assessore al bilancio del Comune di Roma) vorrebbero, di fatto, restituire alla TIA il ruolo di tariffa.
Il primo emendamento soprattutto prevede di sancire che “la TIA è una prestazione di servizio soggetta ad IVA” e, di conseguenza, questa può continuare ad essere pagata sulle bollette. Nel secondo emendamento «si interpreta nel senso che la tariffa di igiene ambientale e la tariffa integrata ambientale, dovute ai comuni dai soggetti obbligati al pagamento, non costituiscono agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto corrispettivi di prestazioni di servizi, ancorché le predette tariffe siano riscosse mediante i soggetti gestori dell'attività di smaltimento dei rifiuti». «I documenti emessi dai gestori», prosegue l'emendamento, «anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, direttamente nei confronti dei soggetti obbligati al pagamento delle tariffe, assolvono alla duplice funzione di fattura per il servizio di smaltimento di rifiuti reso dal gestore al comune, e di atto impositivo emesso dal comune nei confronti dei soggetti obbligati al pagamento delle tariffe». Ragion per cui, conclude l'emendamento interpretativo, l'Iva «esposta nei predetti documenti costituisce, nei rapporti tra comune e soggetti obbligati, una quota delle tariffe stesse».
Traducendo, i contribuenti che hanno pagato l'Iva sulla Tariffa di igiene ambientale dovranno rassegnarsi: non potranno chiedere indietro quanto pagato in più.
In sostanza si vuole sancire per legge quello che la Corte Costituzionale ha negato.
Si continua ad usare la decretazione per confutare e rendere inapplicabili pronunce giurisprudenziali.
La situazione di estrema gravità delle casse comunali romane non può consentire all’assessore Leo di approfittare della sua doppia veste, per eludere in maniera così palese le pronunce giurisprudenziali favorevoli ai cittadini, e per introdurre nella legislazione statale una misura del tutto sfavorevole per le tasche dei contribuenti.
Farebbe meglio a portare in Aula Giulio Cesare il DPEF e il bilancio di previsione del Comune di Roma 2010/2012, per sbloccare la situazione tragica dei Municipi e dei Dipartimenti costretti, a metà anno, ad andare avanti lavorando sui dodicesimi di bilancio.
Ma a completare la situazione già così assurda, la Giunta del Comune di Roma ha approvato, su proposta del solito assessore al Bilancio, Maurizio Leo, un pacchetto di tre delibere tra cui quella che determinerà il costo del servizio e la misura della tariffa rifiuti per il 2010. Ebbene la riduzione del 10% sulla bolletta dell'Ama derivante dall'inapplicabilità dell'IVA, viene truffaldinamente recuperata grazie ad un aumento del 9,80% per le utenze domestiche e del 12,50% per le utenze non domestiche, il tutto giustificato da un miglioramento del servizio.
La versione dell'AMA secondo la quale la riallocazione dell'Iva e l'aumento dei servizi di Ama comporteranno una sostanziale stabilità della misura complessiva della Ta.Ri. a carico delle famiglie sa tanto di difesa d'ufficio.
martedì 10 marzo 2009
Bocciato il bilancio proposto dalla giunta Alemanno
Al termine di due settimane di sessione di bilancio, lunedì 9 marzo, la maggioranza di centrosinistra del Municipio Roma XVI ha bocciato il bilancio 'tutto tagli' proposto dalla giunta Alemanno.
Dopo la relazione del delegato al bilancio e la discussione generale, nel corso della quale ho avuto modo di illustrare il mio punto di vista sul bilancio comunale, si è passati all’esame di 2 ordini del giorno presentati dalla maggioranza e di circa 1360 ordini del giorno presentati dal Pdl del nostro Municipio.
Questi ultimi, al solo scopo di rinviare la votazione finale, prevedevano tra l'altro strisce pedonali in alcune strade interne a Villa Pamphili o di ripristinare il manto stradale su strade di altri municipi. Non contenti, i rappresentanti del Pdl hanno chiesto la votazione di ogni singolo ordine del giorno per appello nominale per poi astenersi o votare a favore senza nessun criterio politico.
Il loro ostruzionismo ci ha costretto a tre giorni di votazione, con l’unico risultato di ritardare l'espressione del parere negativo e l’approvazione di quattro emendamenti della giunta municipale che rimodulano il bilancio del nostro municipio chiedendo al Comune più risorse per le scuole Crispi, Oberdan e Loi, le più danneggiate dalle piogge dei mesi scorsi, per la manutenzione delle strade, per la cultura e lo sport.
giovedì 26 febbraio 2009
Bilancio comunale
Il 17 febbraio, dopo molti rinvii è finalmente giunto nei Municipi, per l'espressione del parere di competenza, il bilancio di previsione del Comune di Roma per l'anno 2009.
Come volevasi dimostrare, anziché assegnare nuovi fondi ai Municipi, questo bilancio tende ad accentrare tutte le spese, alla faccia del decentramento tanto sbandierato dal sindaco Alemanno in campagna elettorale.
Il Municipio Roma XVI in particolare, con solo 2.180.000 € è il penultimo per fondi a disposizione nel piano investimenti per l’anno 2009.
Il già ristretto budget del 2008, di cui non si è mai usufruito, è stato tagliato di 50.000€.
Tra le altre cose sono spariti 2,5 milioni per la ristrutturazione della scuola Crispi e 800.000 € per la scuola Oberdan.
A compensare ciò nei dipartimenti comunali sono rimasti accantonati genericamente, senza l’indicazione del codice IBU, 89.950.000€ per la manutenzione delle strade di tutta Roma e 15.000.000€ per la manutenzione delle scuole sempre di tutta Roma.
Ricapitolando il nostro Municipio perde 3,3 milioni di opere scolastiche già finanziate e in teoria ne guadagna 789.000 (15 milioni : 19 municipi) se le ripartizioni saranno eque…
Senza contare che così facendo si è, di fatto, sottratta la manutenzione delle scuole alla competenza municipale, cosa che avverrà anche per la manutenzione delle strade.
Relativamente alla spesa corrente le cose non vanno certo meglio.
C’è stato un taglio netto di 140.000 € spalmato sui vari centri di costo, ma che colpisce in particolare i fondi per le attività culturali – 87,69%, per le attività sportive -69,45%, per il funzionamento della scuola – 62,86%, per la gestione degli edifici -64,40%.
Sono stati azzerati inoltre i fondi che consentivano di avere un’ambulanza nel mercato domenicale di Porta Portese.
Ma da cosa nasce un bilancio così lontano dalle esigenze dei territori?
Innanzitutto dal mancato ascolto delle richieste degli uffici dei singoli Municipi nella costruzione del bilancio stesso. E’ la prima volta che capita, disattendendo il Regolamento di contabilità del Comune di Roma.
Poi c’è il teorema del “buco del bilancio” che già è costato alla città un lungo blocco delle spese facendo perdere, di fatto, un anno d’investimenti in opere necessarie allo sviluppo e che ha partorito la teoria del bilancio su risorse certe. Vale a dire spese previste solo se certamente coperte. Per poi scoprire nelle pieghe del bilancio che molte fonti di finanziamento sono costituite da entrate spesso aleatorie nella quantità e nei tempi di accertamento dell’entrata, come l’”alienazione di beni”, la “legge Bucalossi” o il “condono”.
Insomma un bilancio che non aiuta la città e che anche in prospettiva vede crollare gli investimenti nei prossimi due anni che invece sarebbero stati molto utili in un momento di crisi economica così acuta.
martedì 17 giugno 2008
Commissione Bilancio
Oggi prima riunione della commissione Bilancio, Risorse Umane, Innovazione Tecnologica di cui sono presidente.
Sin dai primi interventi sono emerse le richieste di conoscere la situazione di cassa del Municipio, anche alla luce del recente blocco delle spese richiesto dalla ragioneria generale del Comune di Roma; è stata inoltre chiesta una ricognizione dei dipendenti a disposizione del Municipio.
Sull’innovazione tecnologica molte proposte, sia relative ai servizi offerti ai cittadini, sia per quelli a disposizione dei consiglieri eletti.
Durante la sospensione dei lavori della commissione, per consentire lo svolgimento della conferenza dei capigruppo, ho incontrato le 3 responsabili degli uffici competenti nelle materie della commissione.
Da questi incontri ho acquisito informazioni sull’Amministrazione del Municipio che, spero, serviranno per lavorare al meglio.
Alla ripresa dei lavori ho annunciato che, nella prossima riunione della commissione Bilancio, presenterò un atto in cui si chiederà al XIII dipartimento del Comune di Roma la dotazione di un account di posta elettronica, valido anche per l’accesso ad internet dai computer del Municipio, a favore di tutti i consiglieri in carica.
Nel pomeriggio ho partecipato ad un interessante incontro sul progetto “Roma per Kyoto” in cui si è discusso delle iniziative per contribuire ad abbassare il livello delle emissioni nocive entro il 2012. L’obiettivo per l’Italia è la diminuzione del 6,5% rispetto a quelle del 1990.
Un comune come Roma può concorrere ad abbassare l’inquinamento atmosferico riconvertendo la flotta dei mezzi pubblici al metano o all'elettrico e costruendo nuove linee della metropolitana; aumentando la raccolta differenziata dei rifiuti; facendo applicare ai costruttori il nuovo regolamento edilizio che prevede la costruzione di case a maggiore risparmio energetico. Anche il singolo cittadino può dare il suo contributo convertendo le caldaie autonome o centralizzate con quelle ad alta efficienza; rinunciando all’uso dell’automobile a favore del trasporto pubblico; usando la bicicletta o andando a piedi per gli spostamenti nell’ambito del quartiere (con positive ricadute dal punto di vista della salute).
Quest'incontro è stato l’occasione per riparlare del tema ambientale che, dopo la campagna elettorale, è scomparso dall’agenda politica, se non per annunci da parte del governo sul ritorno al nucleare come soluzione alla nostra carenza d’energia. Ipotesi respinta da tutti gli intervenuti che hanno ribadito, al contrario, la maggiore convenienza degli sforzi quotidiani per risparmiare energia rispetto alla scelta di costruire nuove centrali considerata troppo costosa, troppo lenta nello sviluppo e soprattutto a termine valutando la scarsità, in futuro, dell’uranio disponibile.
Insomma è più utile alla causa ambientale lo sforzo quotidiano di tutti i cittadini che l’investimento, per l’uso di fonti d’energie non rinnovabili, di grandi risorse economiche da parte dei governi.
Consumare meno, consumare meglio per poter continuare a consumare.
Le risorse del pianeta non sono infinite. Non dimentichiamolo.
sabato 31 maggio 2008
Tagli ai fondi nei Municipi.
Meno entrate dall’Ici e dai parcometri: come fare funzionare la macchina comunale romana? Col blocco delle spese, naturalmente.
Ovvero meno soldi da spendere per le attività sociali, come i centri per gli anziani a rischio e i centri estivi ricreativi per i più piccoli.
Nel nostro Municipio, inoltre, rischiano di essere bloccate tutte le attività culturali per l’estate come il cinema all’aperto. Anche l’apertura della ludoteca in Piazza Merolli, la cui gara di appalto è conclusa, sarà rimandata.
La Ragioneria generale del Comune di Roma, in una nota inviata il 29 maggio ai direttori dei dipartimenti, dei municipi e degli uffici extradipartimentali, sostiene che: «L’analisi relativa al bilancio di previsione per il triennio 2008-2010 evidenzia attualmente situazioni di criticità», e che «È indispensabile porre in essere una strategia finalizzata alla riduzione e razionalizzazione della spesa, sia di parte corrente che straordinaria».
Dietro queste frasi si nasconderebbe un tentativo vero e proprio di ridimensionare attività fondamentali per la vita di tutti i giorni dei cittadini quali, ad esempio, le politiche educative e scolastiche, i lavori pubblici e la manutenzione urbana, le politiche culturali e sociali, le politiche del commercio e dell’artigianato.
Dal 13 giugno saranno sentiti i municipi. «I municipi sono enti di prossimità, effettuano perciò servizi rivolti ai cittadini», avverte il presidente del XVI municipio, Fabio Bellini, assai preoccupato dalla prospettiva di blocco totale di tutte le spese dell’amministrazione, soprattutto per «le conseguenze pratiche che questo può avere per i cittadini, per i servizi di assistenza ai più deboli, e per le attività che stanno partendo». Per esempio, il blocco delle possibilità di spesa potrebbe impedire la partenza dei Centri ricreativi estivi nel XVI municipio, prevista per il 1° luglio, e il proseguimento del servizio nei Centri per anziani fragili.
Per ulteriori approfondimenti vai sul sito monteverdedemocratico.it
