In questi giorni, il consiglio comunale sta discutendo sulla "famigerata" delibera 32, che contraddicendo l'esito del referendum del giugno 2011 in cui i cittadini italiani hanno scelto di abrogare l'obbligo della privatizzazione dei Servizi Pubblici Locali e il profitto sul Servizio Idrico integrato, prevede la vendita del 21% delle azioni ACEA da parte del Comune di Roma.
Su proposta del Forum nazionale per l'acqua pubblica, è stato recentemente presentato un referendum propositivo regionale per l'acqua pubblica e contro la gestione unica regionale del servizio idrico. Tale referendum equivale ad una proposta di legge di iniziativa popolare che il Consiglio Regionale è tenuto ad esaminare entro tempi certi. Qualora non avvenisse entro un anno, il Presidente della regione Lazio sarà tenuto ad indire un referendum popolare vero e proprio.
Il Municipio Roma XVI ha sempre aderito alle battaglie per l'acqua bene comune e, anche in questo caso, ha approvato una mozione a sostegno della campagna di raccolta firme per il referendum suddetto impegnando il Presidente del Municipio e la sua Giunta a trovare gli spazi, negli uffici municipali, dove poter firmare.
Inoltre ha invitato la Presidente della Regione Lazio ad intraprendere le iniziative politiche necessarie per mantenere la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, così come indicato dai cittadini con il voto referendario del giugno scorso.
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martedì 12 giugno 2012
mercoledì 21 aprile 2010
Martedì 4 Maggio 2010 Assemblea per l'acqua pubblica al liceo Morgagni
Con la conversione in legge del decreto Ronchi, il governo Berlusconi ha recentemente privatizzato i servizi pubblici locali tra cui anche il servizio idrico.Causa il cambiamento climatico, l'eccessivo consumo e l'elevato inquinamento, la quantità di acqua potabile disponibile sul pianeta si è ridotta al 3%. E' per questo motivo che molti paesi si stanno riappropriando attraverso le istituzioni democratiche, delle loro gestioni idriche, sottraendole alle logiche di mercato che puntano solo allo sfruttamento commerciale. Ad esempio, da gennaio di quest'anno la municipalità di Parigi sta gestendo il servizio idrico attraverso una azienda pubblica, dopo averlo sottratto alle due principali multinazionali del settore, Suez e Veolia.
Il 25 aprile 2010 partirà in Italia la campagna referendaria a livello nazionale, promossa dal Forum dei Movimenti per l’Acqua www.acquabenecomune.org tesa ad abrogare questa legge e a sottrarre al mercato la gestione del servizio idrico.
Nel nostro Municipio, il Comitato Acqua Pubblica Roma 16, col patrocinio del Municipio Roma XVI, promuove un’Assemblea pubblica per iniziare la raccolta firme e per parlarne insieme.
Martedì 4 Maggio 2010 presso il Liceo Scientifico statale Morgagni Via Fonteiana 125 dalle 17.00 alle 19.30 interverranno: Padre Alex Zanotelli Padre comboniano, Marco Bersani del Comitato Referendario Nazionale Acqua Pubblica, Alberto De Monaco del Comitato Cittadino Difesa Acqua Pubblica di Aprilia, Fulvio Vescia Lavoratore Acea RSU. Il dibattito sarà preceduto da un monologo teatrale scritto e interpretato da Stefano Lucarelli.
Sarà inoltre possibile raccogliere le firme tutte le domeniche di maggio, a Villa Pamphili presso il centro anziani entrata di Via Vitellia, dalle 9,30 alle 13,30.
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martedì 19 gennaio 2010
Acqua pubblica
Oggi il municipio Roma XVI ha votato la delibera che propone l'integrazione dello Statuto del Comune di Roma con l'inserimento di un articolo che riconosce l'acqua un bene pubblico inalienabile e la gestione del servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
La delibera è stata approvata a maggioranza assoluta con 15 voti favorevoli e, grazie a questa maggioranza qualificata, costringerà il Consiglio Comunale ad esprimersi sulla modifica del proprio Statuto.
Si tratta del primo municipio a Roma a deliberare in tal senso.
La delibera è stata approvata a maggioranza assoluta con 15 voti favorevoli e, grazie a questa maggioranza qualificata, costringerà il Consiglio Comunale ad esprimersi sulla modifica del proprio Statuto.
Si tratta del primo municipio a Roma a deliberare in tal senso.
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